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CATANIA

La città oggi
Le origini
Dominazioni
Borboni

Catania

Delle sue origini, risalenti alla più antica colonizzazione greca, quella calcidese, rimangono poche tracce; Katane fu fondata, secondo quanto afferma lo storico Tucidide, intorno al 729 a.C. su un’altura dove oggi sorge il grandioso complesso del monastero benedettino di S.Nicolò l’Arena. Duecento anni di storia greca, che videro più volte la città in lotta con la vicina polis di Siracusa, emergono soprattutto nella toponomastica: via teatro greco, Piazza Stesicoro (poeta greco considerato dagli antichi l'Omero della lirica corale, vissuto a lungo a Catania), Via Caronda (legislatore che nei primi anni del VI sec. a.C. dotò la città di leggi scritte)… Maggiori testimonianze archeologiche sono rimaste della successiva dominazione romana, iniziata nel 263 a.C. durante la II Guerra punica. Opere come l’anfiteatro, l’Odeon, il foro (i cui resti sono stati rinvenuti sotto piazza S. Pantaleone), i numerosi complessi termali e i resti di un poderoso acquedotto testimoniano l’importanza crescente che la città assunse soprattutto a partire dall’epoca augustea, quando da provincia fu innalzata al rango di colonia romana.   Durante il regno dell’imperatore Decio avvenne il martirio di sant’Agata, che diverrà patrona della città e al cui culto è dedicata una festa di particolare intensità devozionale e di folklore che attira ogni anno, dal 3 al 5 febbraio, migliaia di fedeli. La città seguì la generale decadenza dell’Impero romano d’Occidente nel periodo delle invasioni barbariche e riconquistata per due secoli dai bizantini cadde poi, nell’875, sotto il dominio dell’Islam. Della dominazione araba non sono sopravvissute significative testimonianze architettoniche, ma l’influsso saraceno più duraturo è rimasto nella riorganizzazione delle campagne circostanti con l’apporto di nuove colture, di un efficace sistema di irrigazione e la creazione di numerose “trazzere”, viottoli che si inerpicano sulle pendici dell’Etna. L’anima araba di Catania è ancora presente nei caratteristici mercati a cielo aperto, come la “Fera ‘o Luni” che si svolge giornalmente in piazza Carlo Alberto, o la “Pescheria”, il caratteristico mercato ittico fra piazza Pardo e piazza A. Di Benedetto, non dissimili per colori, suoni ed odori ai tanti suk del mondo arabo.